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Tutto tranne che blu.

Di sicuro non sono mai riuscita a darmi una risposta, e molto probabilmente molta gente riderà dopo questo articolo dicendo ‘Sono proprio felice’.
E’ tornato improvvisamente l’inverno, forse perchè non esistono più le mezze stagioni, o forse per destabilizzarci ancora di più e farci vedere quanto siamo meteopatici. Una giornata brutta, più brutta delle altre, più brutta di tutti i giorni passati messi insieme. Sarà questo vento che scuote le idee, o sarà che da soli si sta molto meglio.
Ci aveva azzeccato Schopenhauer. In questo mondo fatto di merda, dolore e noia, l’unica via per liberarsi da tutto questo è ritirarsi ad una vita isolata. In questo momento farebbe bene andar via, magari in una di quelle grotte di Maghetto Pasticcio in cui non ti rompe il cazzo nessuno, e ogni tanto fai una magia e vai in un posto nuovo, un posto diverso. Il bello di Maghetto Pasticcio è che quando incontra gente che non va, gente stronza come streghe, leoni o marziani, lui fa un’altra magia e si teletrasporta in un mondo nuovo.
Be allora Maghetto, cosa ne pensi di prestarmi la tua bacchetta magica? Magari potrei andare via da questa serata piena di vento, freddo, pitbull che girano senza guinzaglio, gente che non pensa a ciò che dice, gente che offende, gente che mi manca, gente con cui ho troppi rimorsi e rimpianti. Potrei andare via da questo stress, da questa vita a cui non so dare direzione, da scelte difficili e da esami impegnativi. Vorrei un posto caldo, gente calda. Vorrei un po’ di blu, il mio colore preferito. E’ da tanto che non vedo tutto blu.
La storia si riavvolge. Fa freddo, è sera, non ho nulla di quello che vorrei. E scrivo.

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Maghetto Pasticcio.

Maghetto Pasticcio è dentro la vasca, ma fa una magia…e c’è il mare in burrasca! Che lampi! Che onde! Lo portano via.. Maghetto Pasticcio, dai, cambia magia!
E qui dove siamo? Che posto carino! C’è un bosco e una casa.. che buffo camino! Chi ci abiterà? Una fata? Un folletto? ”Andiamo a vedere!” decide Maghetto.
Aiuto, una strega! Che unghie, che denti! E come capelli ha cento serpenti… E’ verde e infuriata, odia la compagnia.. Maghetto Pasticcio, dai, cambia magia!
”Adesso è passata, però che paura! E qui cosa c’è? Una grotta… ma scura! Bè, entro o non entro? Io sono curioso… Magari ci trovo un tesoro prezioso!”
Ma quale tesoro?! C’è un grosso leone! Saprebbe mangiarti così, in un boccone! C’è solo un sistema per scappare via: Maghetto Pasticcio, dai, cambia magia!

Oh guarda, qui siamo nel cielo stellato. Maghetto Pasticcio lo guarda incantato, poi atterra ed esplora una fetta di Luna e pensa ”Stavolta ho avuto fortuna!”.
Ma ecco arrivare tre mostri spaziali sbarcati da un disco che vola senz’ali… ”Mi prendono, aiuto! Dov’è casa mia?”. Maghetto Pasticcio, dai, cambia magia!
Ed eccolo a casa che mangia la torta però c’è qualcuno che bussa alla porta… Maghetto Pasticcio continua a mangiare. Toc toc! ”Siamo amici! Ci inviti ad entrare?”

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Sollevarsi.

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Sogno o son desto?

Sogno, sogno tutte le cose più brutte mia vita, mischiate in un unico sogno, o meglio incubo.

Sogno la stazione di Matera, e un treno che gira. Io che sono distesa sulle rotaie, e sento il rumore assordante del treno che si avvicina sempre di più, sempre di più. E non riesco a muovermi, a urlare, a lamentarmi, a farmi sentire o capire da qualcuno. Non ci riesco, né ho le forze, né la piena volontà…
E poi sogno un camion uscito fuori strada, e sotto quel camion è andato a finire il mio telefono, non so come recuperarlo.
Poi c’è una bella persona a cui voglio tanto bene che si avvicina a me e mi sussurra dolci parole nell’orecchio, parole di cui non capisco il significato ma il cui suono mi sembra bello, rassicurante e tranquillizzante. Poi sogno caramelle gommose e scherzi affettuosi, ma tutto a un tratto mentre cammino per strada ci sono così tante pozzanghere che cado dentro una di queste, e non riesco più a uscirne. Sono piena di fango e ho i vestiti zuppi, non so come fare, sto affogando. E ancora una volta non riesco a muovermi, a respirare, a chiamare aiuto. Vedo gente da lontano che mi si avvicina, e il medico che invece di tirarmi fuori mi urla addosso che non devo preoccuparmi, che devo aprire gli occhi e che devo stare tranquilla. Non ce la faccio, non riesco a stare tranquilla, sto per svenire. E forse sarebbe meglio svenire che continuare a vivere, o a sognare.
E ora cos’è peggio, il sogno o la realtà?

Compagni o cosa?

Che poi alla fine che ci frega? Dar così importanza agli altri e un bel giorno svegliarsi e capire che è stata una gran bella cazzata. Ok sarebbe difficile e anche un po’ strano: svegliarmi la mattina, scoglionata come sempre, andare a scuola e vederti li; io che mi sveglio 5 minuti prima delle 8 e quando arrivo a scuola non voglio vedere nè parlare con nessuno, voglio un caffè che ti chiedo sempre e che a te non va mai di prendermi. Io che non voglio che mi si apra la finestra, ma vorrei solo una grande coperta che mi avvolga almeno per le prime due ore. E sarebbe strano e anche un po spiacevole se tu mi venissi a dire ‘buongiorno tesoro’, e io di tutta risposta ‘fanculo..’
‘Amore quanto hai preso tu al compito di matematica?’
‘Dai tesoro la prossima andrà meglio’
Cazzo sono discorsi che faccio con i miei amici.
Si sarebbe strano, lo so, ma per me sarebbe nuovo, e bello, e divertente, e mi farebbe venir voglia di andare in quella merda di edificio grigio anche quando piove, e c’è freddo e neve e nebbia e non ho voglia di alzarmi dal letto.
E so anche che i rischi sono tanti, poi magari litighiamo e la classe diventa una trincea. Immagina, iniziamo a urlare e a fare a botte con tutti, e si mettono in mezzo anche la Frangione contro la Loiudice, e Pellecchia contro la Sortiero, e tutti contro tutti. Non accadrà, lo sai, ma sarebbe bello ugualmente.
Hanno spezzato il cuore a entrambi, guarda caso sono stati corregionali a farlo. Sicilia di merda. Ed entrambi siamo stati molto male, e abbiamo fatto i coglioni, e poi però ci siamo ripresi. E ora cosa diciamo agli altri?
Chè tanto poi dirlo agli altri è l’ultimo dei problemi. Il problema ora è che siamo solo io e te, e non sappiamo bene come muoverci.
Siamo un esercizio di matematica che non riesce, un limite notevole senza soluzione, un grafico probabile che tende all’infinito e non si sa bene dove va a finire.

My irish dog.

100 anni in 10 minuti