Sogno, sogno tutte le cose più brutte mia vita, mischiate in un unico sogno, o meglio incubo.

Sogno la stazione di Matera, e un treno che gira. Io che sono distesa sulle rotaie, e sento il rumore assordante del treno che si avvicina sempre di più, sempre di più. E non riesco a muovermi, a urlare, a lamentarmi, a farmi sentire o capire da qualcuno. Non ci riesco, né ho le forze, né la piena volontà…
E poi sogno un camion uscito fuori strada, e sotto quel camion è andato a finire il mio telefono, non so come recuperarlo.
Poi c’è una bella persona a cui voglio tanto bene che si avvicina a me e mi sussurra dolci parole nell’orecchio, parole di cui non capisco il significato ma il cui suono mi sembra bello, rassicurante e tranquillizzante. Poi sogno caramelle gommose e scherzi affettuosi, ma tutto a un tratto mentre cammino per strada ci sono così tante pozzanghere che cado dentro una di queste, e non riesco più a uscirne. Sono piena di fango e ho i vestiti zuppi, non so come fare, sto affogando. E ancora una volta non riesco a muovermi, a respirare, a chiamare aiuto. Vedo gente da lontano che mi si avvicina, e il medico che invece di tirarmi fuori mi urla addosso che non devo preoccuparmi, che devo aprire gli occhi e che devo stare tranquilla. Non ce la faccio, non riesco a stare tranquilla, sto per svenire. E forse sarebbe meglio svenire che continuare a vivere, o a sognare.
E ora cos’è peggio, il sogno o la realtà?

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