E’ un sabato come tutti gli altri. Il Natale è vicino, anche se l’aria natalizia si sente poco e niente ora come ora. Ma la gente si affanna e si ostina a girare per il centro in cerca di regali, di soddisfazioni, di sicurezze che mancano sempre di più.
Le sere in questo periodo dell’anno hanno solo una caratteristica per cui secondo me vale la pena viverle: le luci. Arriva la sera, la notte, e ovunque ci sono luci che illuminano balconi e strade, luci che ti fanno sentire qualcosa nel cuore. Ma forse è solo la felicità della bambina che ormai non sono più.
C’è chi sta ballando, chi è a cena con amici, chi gioca a carte, chi si sta ubriacando come mai solo per dimenticare qualcosa di brutto…
E poi in una stanza di ospedale con le luci fioche e il bip di alcune macchine, c’è una neo mamma che stringe il suo piccolo, sente il suo calore, gli bacia la fronte. Lo accarezza come la cosa più bella che sia mai capitata, ed in effetti è cosi. Lei ha solo 18 anni, ma di sicuro sarà splendida come mamma, perchè è splendida come ragazza, come studentessa, come amica, come tutto.  E’ nato Mario, ed è quasi Natale. Il mondo ti sorride Mario. Benvenuto.

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