E poi tutto si bloccò, immobile. Insieme a questa pagina che per un attimo che sembrò un’infinità rimase vuota prima di essere riempita da parole che scorrevano senza che io le controllassi, parole di rabbia, di dolore, o forse solo di tristezza.

Sei giorni al mio diciottesimo compleanno ed è tutto un casino, non solo l’organizzazione, ma la mia vita. Mando a fanculo professoresse ignoranti e gastemo in turco con gente che mi dà un fastidio orribile, sono piena di compiti in classe e non so se sinceramente ho fatto bene le mie scelte passate. Mi ritrovo con professori ignoranti che mi considerano una delinquente, amici falsi che mi voltano le spalle quando vogliono, persone che costituiscono un pezzo di me e gente che non sa se vuole stare nella mia vita oppure no.

Ma ti ricordi? Ti ricordi quanto ridevamo quando ci facevamo i gavettoni e Federica nell’altra stanza che si innervosiva? E ti ricordi quando giravamo per la città, compravamo baby-doll, guardavamo vetrine di gioiellerie e facevamo lite per gli anelli? E la pizzeria, il cinese, il lupo e la gattina.. non mi ricordo quasi più niente di tutto quello, sembra quasi una difesa che il mio cervello adotta per non pensarci, non pensare al fatto che tra sei dannati giorni è il mio compleanno e tu molto probabilmente non ci sarai, anche se l’hai promesso, anche se fino a ieri andava tutto bene.

E’ sempre stato il mio sogno questo, stare sul letto con le gatte affianco e una calda coperta sulle gambe, con il mio portatile a scrivere sul mio blog.. Ma non era questo quello che volevo scrivere, non erano queste parole, non erano stupidi ricordi che non torneranno più.

E quanto odio fingere che vada tutto bene, andare da mia nonna domani a pranzo e dovermi stampare un sorriso e dare spiegazioni sul perchè non mangio nulla.

Odio fare questo, odio dovermi lavare, odio dover uscire per non pensarci, odio dover parlare.. vorrei essere muta!

MUTA!

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