Ancora una volta sono sul letto con la micia, ma stavolta non aspetto nessun sms. Sono qui e basta, anc0ra tutta intera, forse con il cuore un po’ a pezzetti. Forse vorrei tornare a quando la mia vita era più piena di sogni come allora. E mentre mi perdo tra questi pensieri inizia a venir giù una dolce pioggia: non un temporale, niente tuoni, nè fulmini. Soltanto il rumore delle foglie colpite da queste piccole goccioline. Apro la finestra e sento odore di terra e alberi bagnati, odore d’estate. Siamo a Giugno eppure il cielo piange. Forse si commuove per quanto siamo miseri a questo mondo come ci accade guardando i film d’amore. O forse piange dal ridere mentre pensa che siamo così bravi a complicarci la vita e a rovinarcela per sempre.

Eppure prima di questa pioggerella la serata era stupenda. L’aria era pura, un po’ rinfrescata da un soffice venticello, e in lontananza si sentiva la musica di qualche serenata (o almeno questo è ciò che mi piaceva immaginare) di qualche futuro sposo che canatava alla sua amata. Soltano i pensieri erano pesanti in una serata come questa, pesanti come macigni arrivati dritti al cuore. E le paure erano dense come l’aria della città a Mezzogiorno in una calda giornata estiva; come quando si sa che sta per succedere qualcosa e si attende, impotenti, alle porte del dubbio.

Ma guarda un po’, la pioggia è già finita; la micia si è addormentata. Solo i miei occhi sono ancora aperti, come il mio cuore d’altronde, che batte ancora in mezzo a tutta questa morte di emozioni. Forse è il caso che mi metta a dormire anche io.

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