Sommersa da un’ondata di pessimismo, di malinconia, di nostalgia, di tutto ciò che volete…tanto le parole negative a questo mondo non saranno mai abbastanza.

Alla fine di questa giornata che sarebbe dovuta essere bellissima, mi ritrovo qui con una canzone stupenda (a differenza del mio umore) a credere di voler cambiare il mondo. Mi ritrovo qui a desiderare di tornare bambina…quando non c’erano obblighi, impegni, e molte parole non si conoscevano e per questo non venivano usate. Si vive nell’ignoranza da bambini, e si vive bene, non mentiamo. Si vive in un mondo dannatamente semplice, da rincoglioniti, ma di quel rincoglionimento piacevole, dolce, tenero. Giornate intere impiegate a non far nulla, a litigare per una cioccolata o a guardare cartoni animati in TV. Si va a dormire presto, da bambini, e ci si sveglia la mattina con un sorriso e la voglia di fare tutto, o semplicemente di continuare a sognare.

Peter Pan aveva capito. Dopo si sprofonda in un  mare di guai, di responsabilità, di persone a cui tener testa, di dolore da cui difendersi. E si usano parole che purtroppo ora si conoscono benissimo, parole che abbiamo sentito, ascoltato, che a volte purtroppo sono state rivolte a noi e che ci hanno tagliato l’anima. Le parole: convenzionali segni del linguaggio per generalizzare concetti, concetti orribili in questo caso, direi..concetti che non mi importano, che non voglio capire. Vorrei tornare bambina e non piangere più, sapendo che il ginocchio smetterà di bruciare, che si comprerà un nuovo gioco, che avrò ciò che desidero. Vorrei tornare bambina per avere qualcuno che mi difenda da questo universo di meteoriti che piombano su persone impreparate al dolore. Vorrei trovare una cazzo di foto in cui sono bella, e magari vorrei anche smetterla di tremare, per il freddo…o per altro.

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