Poi ci si ritrova a fissare il vuoto con il vento che ti agita, e a camminare scalzi su vetri rotti e a piangere per una vita che non vorresti ma che forse hai vissuto.

Poi ti ritrovi a pensare che i programmi non si possono fare, perchè i sentimenti sono sempre un’altra cosa.

Ti ritrovi a pensare a lui e a quello che perdi, a lui e a quello che avresti.

L’animo umano è capace di ferire nel profondo del cuore, e la cattiveria a quel punto non ha limiti. Siamo capaci di abbattere castelli di pietra costruiti con una grande manodopera e guardare una farfalla rimanendo impassibili. Ci svegliamo una mattina e decidiamo che deve finire tutto, anche ciò che di più delizioso c’era.

Ci si ritrova ad asciugarsi le lacrime con un asciugamano e a scrivere nel vento perchè non si ha altro, chiedendosi se tutto ciò ci farà tornare mai qualcosa indietro, o se alla fine rimarremo vuoti a causa di tutto ciò che abbiamo donato.

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